Il primo incontro di Concetta Pepere con l'opera arriva da giovanissima, in orchestra, con La traviata. È un'esperienza che lascia un segno e che, negli anni, orienta il suo percorso artistico: prima il violino, poi il canto e il palcoscenico.
La formazione strumentale occupa una parte importante della sua storia. Pepere racconta di aver iniziato a studiare violino nelle scuole a indirizzo musicale e di aver trovato lungo il cammino insegnanti capaci di riconoscere e accompagnare il suo talento. Dopo il diploma e gli approfondimenti specialistici, l'attività musicale si è intrecciata con il lavoro nei teatri e con nuove esperienze concertistiche.
Il passaggio al canto lirico non cancella il rapporto con lo strumento. Al contrario, la pratica del violino diventa una risorsa interpretativa: ascolto, fraseggio e sensibilità musicale si alimentano a vicenda. La voce apre una nuova strada, sostenuta dalla guida della cantante e docente Marilena Laurenza e, in seguito, dagli insegnamenti di Giovanna Casolla.
Nell'intervista Pepere descrive la musica come una presenza capace di accompagnare anche i momenti più difficili della vita. Il suo racconto restituisce il ritratto di un'artista che ha costruito la propria identità attraverso studio, incontri e perseveranza, mantenendo vivo il legame con il repertorio operistico.
Intervista originale di Emanuela Campanella: L'Idea Magazine





